Foto in HDR: creare immagini a Gamma Dinamica Elevata  By

Foto in HDR: creare immagini a Gamma Dinamica Elevata

Ci sono foto che hanno un particolare splendore, un fascino particolare: è l’effetto HDR – High Dynamic Range – che in italiano significa “gamma dinamica elevata”.
La lucentezza di una immagine HDR è dovuta al fatto che essa contiene una gamma di valori di luminosità più ampia rispetto ad una foto normale e che più si avvicina alla realtà come viene percepita dall’occhio umano.
Questo effetto e si ottiene realizzando una serie di scatti identici tra loro che differiscono solo per l’esposizione – multiesposizione -, e che verranno poi uniti in un secondo momento mediante un software, convergendo in un’unica immagine da una gamma dinamica elevata.

Premessa

Poiché vi sono numerosi parametri da settare, per realizzare scatti HDR soddisfacenti è necessario avere una macchina reflex.
Le fotografie HDR hanno la loro massima riuscita con le scene ad alto contrasto luminoso, come scatti in controluce, panorami notturni, paesaggi innevati o interni con zone poco illuminate e altre con molta luce.
È vivamente consigliato infine l’uso del cavalletto, poiché, come abbiamo detto, la multiesposizione andrà sovrapposta in fase di elaborazione.
Per questo motivo sono invece sconsigliate le immagini con soggetti in movimento.
Esistono due modi di scattare per poi realizzare una foto HDR. Vediamoli entrambi:

Scattare in manuale

• Scattate le immagini per l’HDR in priorità dei diaframmi (AV Canon e A Nikon) in modo che tutti gli scatti abbiano la stessa profondità di campo.
Per avere tutta la scena a fuoco fate in modo che la profondità di campo sia più elevata possibile e per fare ciò chiudete il diaframma fino a quanto la luce ve lo consente.
• Scegliamo l’inquadratura del nostro soggetto, premendo a metà il pulsante di scatto memorizziamo il tempo di scatto che ci viene consigliato dalla macchina. Questo sarà d’ora in avanti t0.
Mantenendo l’apertura del diaframma prescelta effettuiamo cinque scatti con tempi differenti: uno con tempo t0 e gli altri con tempi -2 stop, -1 stop, +1 stop e +2 stop.
N.B. per “stop” si intende uno scatto della ghiera che corrisponde a dimezzare o raddoppiare i tempi

Scattare in AE-B

• Anche in questo caso settiamo la fotocamera in modalità AV (o A, per Nikon).
Impostiamo dal menu la funzione AE Bracketing settando intervallo AE-B +/- 1 stop ed effettuiamo tre scatti.
Impostiamo intervallo AE-B +/- 2 stop ed effettuiamo tre scatti.

A questo punto, qualsiasi metodo abbiate utilizzato per realizzare gli scatti, avrete cinque immagini dal soggetto perfettamente identico ma con esposizioni diverse (nel caso dell’AE-B potete eliminare uno dei due scatti con t0).

Accertatevi che non vi siano zone, considerando tutti e cinque gli scatti, che siano ancora totalmente sovraesposte o sottoesposte. In questo caso effettuate altri due scatti con +/- 3 stop.

HDR con Photoshop

Vediamo ora come unire gli scatti che abbiamo realizzato.
Di seguito illustrerò la realizzazione di una foto HDR con Photoshop in quanto software più utilizzato dai fotografi amatoriali, nonostante esistano tantissimi software dedicati alla realizzazione di foto HDR – Photomatix, Hydra, HDR PhotoStudio -.

Menu File – Automatizza – Unisci come HDR.
Una volta che ci troviamo nel pannello Unisci come HDR con Sfoglia selezioniamo i 5 file che abbiamo realizzato in multiesposizione.
Spuntiamo “tenta di allineare automaticamente le immagini” in modo che se i cinque scatti non siano perfettamente identici, vengano riallineati da Photoshop.
Carichiamo le foto e che nel caso di un leggero spostamento tra le foto tenta di riallinearle.
Fatto questo le foto vengono unite e l’anteprima dell’immagine HDR viene aperta in un nuovo pannello.

A questo punto l’anteprima a 32 BIT potrà essere modificata sia correggendo gamma ed esposizione da menu Visualizza – Anteprima a 32 BIT, sia menu Regolazioni – Immagine dove potrete regolare esposizione, tonalità e saturazione, ed utilizzare filtri fotografici.

Comments

comments

Powered by Facebook Comments

Lascia un commento